DECRETO MINISTERIALE 14 GENNAIO 2008
      NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI IN VIGORE DALL’1 LUGLIO 2009
            A CURA DEL PROF. ARCH. PAOLO ORETO
      Entra in vigore l'1 luglio 2009 il Decreto del Ministero delle infrastrutture 14 gennaio 2008, recante «Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni».
      Dopo parecchie proroghe, l'applicazione delle Nuove norme tecniche è resa possibile dall'articolo 1­bis inserito nel decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 dalla legge di conversione 24 giugno 2009, n. 77.
Le Norme tecniche contenute nel decreto ministeriale 14 gennaio 2008 sono, quindi, completamente­ operative perché nello scorso mese di febbraio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la circolare del Ministero delle infrastrutture n. 617 del 2 febbraio 2009 recante le istruzioni pér l'applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni e, quindi, la precedente proroga fissata sino al 30 giugno 2010 non avrebbe più avuto alcun senso.
Con l'entrata in vigore delle nuove norme tecniche cambia la filosofia di tutte le verifiche ed il testo normativo fornisce una serie di indicazioni inerenti le procedure di calcolo e di verifica delle strutture, nonché regole di progettazione ed esecuzione delle opere, in linea con i seguenti indirizzi:
-           mantenimento del criterio prestazionale, per quanto consentito dall'esigenza di operatività della norma stessa;
-           coerenza con gli indirizzi normativi a livello comunitario, sempre nel rispetto delle  esigenze di si­curezza del Paese e, in particolare, coerenza di formato con gli Eurocodici, norme europee EN ormai ampiamente diffuse;
-       aprofondimento degli aspetti normativi connessi alla presenza delle azioni  sismiche;                     
-        approfondimento delle prescrizioni ed indicazioni relative ai rapporti delle opere  con il terreno e in  generale, agli aspetti geotecnici.
Le norme sono suddivise in dodici capitoli ed, in particolare:
il Capitolo 2 individua i principi fondamentali per la valutazione della sicurezza, definendo altresì gli Stati Limite Ultimi (SLU) e gli Stati Limite di Esercizio (SLE) per i quali devono essere effettua­te le opportune verifiche sulle opere; introduce, inoltre, i concetti di Vita nominale di progetto, Classi d'uso e Vita di riferimento delle opere; classifica. infine, le possibili azioni agenti sulle co­struzioni ed indica le diverse combinazioni delle stesse e le verifiche da eseguire;
il Capitolo 3 codifica i modelli per la descrizione delle azioni agenti sulle strutture (pesi e carichi permanenti. sovraccarichi variabili, azione sismica, azioni del vento, azioni della neve, azioni del­la temperatura, azioni eccezionali);

il Capitolo 4 tratta le diverse tipologie di costruzioni civili ed industriali in funzione del materiale utilizzato (calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, altri materiali);
il Capitolo 5 disciplina i criteri generali e le indicazioni tecniche per la progettazione e l'esecuzio­ne dei ponti stradali e ferroviari;
il Capitale 6 tratta il problema della progettazione geotecnica distinguendo, in particolare, il pro­getto e la realizzazione: 
- delle opere di fondazione;
- delle opere di sostegno;
- delle opere in sotterraneo;
- delle opere e manufatti di materiali sciolti naturali;
- dei fronti di scavo;
- del miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi;
- del consolidamento dei terreni interessanti opere esistenti. nonché la valutazione della sicu­rezza dei pendii e la fattibilità di opere che hanno riflessi su grandi aree.

il Capitolo 7 tratta la progettazione in presenza di azioni sismiche ed introduce un importante paragrafo riguardante esplicitamente i criteri generali di progettazione e modellazione delle strutture, per la evidente riconosciuta importanza che assume nella progettazione la corretta modellazione delle strutture, anche in relazione all'ormai inevitabile impiego dei programmi au­tomatici di calcolo;
il Capitolo 8 affronta il delicato problema della costruzioni esistenti; dopo i criteri generali sulle diverse tipologie di edifici e le variabili che consentono di definirne lo stato di conservazione, in­troduce la distinzione fondamentale dei tre diversi tipi di intervento che possono essere effet­tuati su una costruzione esistente:
- interventi di adeguamento, atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle NTC;
- interventi di miglioramento, atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente pur senza  necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle NTC;
- riparazioni o interventi locali. che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.
il Capitolo 9 riporta le prescrizioni generali relative al collaudo statico delle opere e le responsa­bilità del collaudatore. Indicazioni sono fornite sulle prove di carico, con particolare attenzione alle prove di carico su strutture prefabbricate e ponti;
il Capitolo 10 tratta le regole generali per la redazione dei progetti strutturali e delle relazioni di calcolo, ovvero della completezza della documentazione che caratterizza un buon progetto ese­cutivo. Qualora l'analisi strutturale e le relative verifiche siano condotte con l'ausilio di codici di calcolo automatico, un apposito paragrafo indica al progettista i controlli da effettuare sull'affi­dabilità dei codici utilizzati e l'attendibilità dei risultati ottenuti;       .
il Capitolo 11 completa i contenuti tecnici delle norme fornendo le regole di qualificazione, cer­tificazione ed accettazione dei materiali e prodotti per uso strutturale, rese coerenti con le pro­cedure consolidate del Servizio Tecnico Centrale e del Consiglio Superiore e le disposizioni co­munitarie in materia;
il Capitolo 12, infine, segnala a titolo indicativo, alcuni dei più diffusi documenti tecnici che pos­sono essere utilizzati in mancanza di specifiche indicazioni, a integrazione delle norme in esame e per quanto con  esse non in contrasto.